L’Intelligenza Artificiale Etica e a Km Zero
Modelli Aperti, Self-Hosting e un Chatbot in Locale (anche senza GPU)
Quando si parla di Intelligenza Artificiale, quello che vi viene in mente sono i grandi colossi tecnologici; magari senza neppure sapere cosa c’è oltre “ChatGPT” e senza conoscere la provenienza geografica di alternative altrettanto valide. Solitamente i loro modelli sono “closed-source” (chiusi). Ma esiste una via alternativa, radicata nella filosofia del software libero: l’AI open-weight, a “pesi aperti” ….open source!
Non si tratta solo di una scelta ideologica, ma di una questione di sovranità digitale, privacy e controllo dei dati—temi cruciali per chi gestisce informazioni sensibili, che si tratti di uno studio professionale o di un progetto personale.
E di oggi la notizia che Nvidia abbia acquistato per circa 13 miliardi di dollari, Hugging Face, la più famosa piattaforma di condivisione di modelli e software AI open source. Il Github dell’AI, quella che i non addetti ricordano o conoscono solo per essere stata “bucata” dall’Agente AI di OpenAI sfuggito dal recinto della Sen...
Perché un’officina etica?
Prima di provare a comprendere perché oggi l’esercizio etico debba essere un allenamento quotidiano di orientamento del pensare, dell’agire e del decidere - individuale e collettivo - è utile, per chi scrive, partire dal momento in cui tutto è cambiato, quando ha preso avvio la terza rivoluzione industriale, quella del digitale e dell’informatica che ci ha condotti alla nostra era, l’era dell’intelligenza artificiale e dell’automazione algoritmica, l’era dell’infosfera [1], quello spazio composto da dati, documenti, sistemi intelligenti e dalle loro interazioni, paragonabile alla biosfera per gli esseri viventi, che supera la divisione tra online e offline.
Il processo di transizione digitale che viviamo oggi è figlio delle rivoluzioni dei secoli passati, con la prima e la seconda rivoluzione industriale, quando dal motore a vapore, si è passati al motore a scoppio e poi all’elettricità; passaggi che, oltre a segnare profondamente il modo di lavorare e di vivere, hanno scavato un solco indelebile nel nostro modo di pensare, determinando un cambio di rotta p...
AI, chi sei?
Cortese e collaborativa la prima risposta; tecnica, specifica e ordinata la seconda.
Entrambe tanto fluide da indurre a percepire dell’intenzionalità, una soggettività, un linguaggio umano.
Ma la macchina che risponde così bene alla domanda chi sei? è l'ultima a saperlo, da un punto di vista antropocentrico. La macchina è infatti progettata per rispondere, non comprende il senso dell’output che produce, non c’è coscienza e non c’è soggettività.Allora rispondere alla domanda originale è onere di chi ha generato l’AI: l’uomo; noi. E per farlo dobbiamo compiere un giro più lungo del previsto, passando dalla tecnica alla storia della nostra specie, perché interrogare l’AI, altro non è che interrogare noi stessi. Oltre il bipolarismo
Il dibattito pubblico sull'AI è quasi sempre incastonato tra due poli: la promessa salvifica e la minaccia apocalittica. È una polarizzazione tribale che ci dispensa dal pensare a favore dello scontro tra fazioni, che disunisce marginalizzando approfondimenti e ricerche, piuttosto costruendo eco-chambers[1]: ambienti di comun...
L'etica prima della governance e del diritto, a difesa dei diritti fondamentali delle persone
Fin dall’origine, l’umanità ha nutrito timore verso le tecnologie capaci di operare oltre il controllo dei propri creatori. Oggi, l’incertezza che circonda l’Intelligenza Artificiale (IA) ricalca questa paura ancestrale: come possiamo fidarci di strumenti le cui logiche interne appaiono spesso come “scatole nere” imperscrutabili?
Oggi viviamo in un ambiente fatto di informazioni tanto quanto di materia, in un luogo che il filosofo Luciano Floridi, con la sua etica dell’informazione, ha denominato “infosfera” ovvero quello spazio speciale che è ininterrottamente analogico e digitale, offline e online; un ambiente in cui la responsabilità morale non riguarda solo ciò che facciamo, ma anche la cura dell’ambiente informativo che lasciamo agli altri. Inquinare l’infosfera con contenuti falsi opachi, manipolatori è un danno, esattamente come inquinare l’atmosfera o un un fiume. Allora la domanda che ci dovremmo porre è : qual’è il nostro progetto umano per l’era digitale e che tipo di società dell’informazione vogliamo costruire e lasciare alle...
AI ACT e Decreti attuativi : dal 2 agosto 2026 cosa cambia in concreto per imprese e professionisti
A partire da oggi e con lo schema dei decreti legislativi, resi pubblici il 10 giugno 2026 dal Consiglio dei Ministri con comunicato n. 177, attuativi della Legge n. 132/2025, l’Italia è il primo Stato membro dell’UE ad operazionalizzare un quadro normativo nazionale sull’intelligenza artificiale pienamente allineato al Regolamento UE sull’AI Act (Reg. (UE) 2024/1689).
I due decreti coprono rispettivamente:
Poteri delle autorità nazionali; utilizzo dell’IA nell’istruzione e nella formazione professionale; IA nei rapporti di lavoro.
IA nelle attività di polizia (inclusa l’identificazione biometrica); responsabilità civile per danni da IA; nuove disposizioni penali.
Il tratto qualificante dei decreti delegati è l’impostazione antropocentrica: le norme costruiscono una cornice di garanzie affinché l’innovazione tecnologica resti sempre al servizio della persona, della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali. È una impostazione in oggettiva sintonia, pur nella diversità degli ambiti, con l’ispirazione dell’enciclica Magnifica Humanitas di...
AI Act: due obblighi di trasparenza a confronto per gli studi professionali
Con l'AI Act vicino alla piena applicazione (2 agosto 2026) e la Legge 132/2025 (già in vigore dal 10 ottobre 2025), proviamo a fare un pò di chiarezza su due articoli che parlano di trasparenza ma da prospettive diverse.
AI Act Single Information Platform
Art. 50 AI Act
trasparenza verso chi incontra l'IA
E' una norma orizzontale e tecnologica. Impone a fornitori e deployer di dire chiaramente quando:
si sta interagendo con un sistema di IA (es. chatbot);
un contenuto audio, immagine, video o testo è generato o manipolato artificialmente (deepfake e contenuti sintetici);
si è esposti a sistemi di riconoscimento emozioni o categorizzazione biometrica.
L'obiettivo è che nessuno venga ingannato sulla natura "artificiale" di ciò con cui interagisce.
Art. 13 L. 132/2025
Trasparenza dentro il rapporto professionista-cliente.
E' una norma di sistema sulle professioni intellettuali. Dice due cose:
l'IA può essere usata solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista;
le informazioni sui sistemi di IA ut...
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